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Un nuovo progetto educativo liceale, che valorizza un approccio esperienziale alla realtà in tutti gli ambiti, anzitutto informatico e scientifico, ma pure letterario e linguistico. Sabato 12 ottobre il Collegio della Guastalla ha presentato il nuovo Liceo scientifico delle scienze applicate, che sarà attivo a partire dall’anno scolastico 2020-21. Una novità che amplia l’offerta formativa della scuola - che si affianca al Liceo scientifico tradizionale - con un’attenzione maggiore alla didattica sperimentale e di laboratorio: nel Liceo scientifico delle scienze applicate lo studio di tutte le materie si fonda su un metodo più sperimentale che speculativo, che nel concreto guida alla conoscenza fino al significato più profondo della realtà. Oltre a ciò, il nuovo percorso darà grande attenzione anche all’informatica, sviluppata in connessione con le altre discipline.

 «Il Collegio già da alcuni anni ha iniziato un percorso di approfondimento relativo all’ampliamento della propria offerta formativa», sono state le parole del Rettore del Collegio della Guastalla, Francesco Valenti, che ha introdotto presentando i dati relativi alle scelte universitarie in uscita dai percorsi scolastici di altri Licei scientifici delle scienze applicate. «Sono a tutti gli effetti simili a quelle di chi studia in un Liceo scientifico tradizionale, come dimostra anche la seconda prova di maturità». L’obbiettivo formativo, quindi, resta lo stesso per i due percorsi, con alcune differenze sostanziali di metodo.

A presentarle è stato Roberto Bresciani, docente di Scienze naturali: «Il percorso si rivolge agli studenti che vogliono interrogarsi sul mondo e sulla realtà privilegiando un approccio scientifico, applicativo e tecnologico alla conoscenza». La novità è anzitutto nell’orario: rispetto ad uno Scientifico tradizionale non compare l’insegnamento della lingua latina, per dare spazio all’informatica. «Questo porta a compimento un’attenzione sui linguaggi digitali sempre curata dal Collegio, che ora assume dignità propria con un monte ore specifico. Lo scopo è arrivare a una conoscenza approfondita della disciplina, da sviluppare però anche con un’attenzione educativa. L’informatica trova questo senso solo in connessione con le altre discipline». L’applicazione degli studi sarà garantita dall’apertura all’esterno attraverso progetti di alternanza scuola-lavoro e project working con aziende specializzate nel settore, come ad esempio Apple, Microsoft e Ericsson. Bresciani ha sottolineato anche l’incremento orario delle scienze naturali: «Offrirà la possibilità di affrontare gli argomenti dando maggiore attenzione alle attività in laboratorio, che rappresenta un luogo dal valore educativo grande: significa studiare “mettendo le mani in pasta”, ma non può diventare un ambiente d’istintività. Un’esperienza va prima preparata, riflettendo su modalità e strumenti, per poi analizzare risultati e dati».

A mettere in luce l’originalità della proposta del nuovo liceo è stato anche don Marcello Brambilla, prorettore del Collegio di recente nomina e docente di religione. «Il metodo sarà più sperimentale e meno speculativo, non soltanto nelle discipline scientifiche». Un esempio? Il laboratorio teatrale, curriculare nei primi due anni di Liceo. «È ciò che più di sperimentale ci può essere: studi un’opera d’arte al punto da interiorizzarla, immedesimandoti in ciò che un autore voleva dire». Don Brambilla ha evidenziato anche la valenza educativa dello studio dell’informatica: «Secondo i ragazzi gli adulti usano internet, mentre loro lo vivono. Quello per loro è fare esperienza: sicuramente ciò ha una natura affascinante, ma apre anche alcune domande sul loro rapporto con la realtà. Una scuola deve prendere in considerazione ciò». Pure il concetto di verità su internet è cambiato: «Per il web oggi è ciò che ottiene più consenso. L'attenzione che la scuola darà all’informatica non è soltanto relativa al monte ore, ma pure nella riflessione su queste domande. Siamo in contatto anche con Apple, Microsoft e Ericcson per poter approfondire una didattica dell’informatica che rispetti l’attenzione alla persona».

 «Non possiamo sopportare di vivere in un universo che non conosciamo», sono state le parole di Francesco Valenti in chiusura, ricordando la citazione di Pietro Menotti (professore emerito dell’Università di Pisa) che sarà anche il titolo del prossimo open day della scuola (9 novembre). Il rettore ha infine sottolineato la disponibilità della Scuola a erogare contributi economici e sussidi di studio, attraverso un bando appena pubblicato: «Se abbiamo ricevuto un bene lo vogliamo condividere nel modo più ampio possibile. I contributi economici saranno un modo per andare incontro alle famiglie, ma anche per aiutare chi ritiene il Collegio inavvicinabile dal punto di vista economico. Le modalità e le richieste giungono sino a qualche gratuità, sul sito della Scuola vi sono tutte le informazioni».

 

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