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Un gesto e una preghiera
per la pace

Il Guastalla con le scuole cattoliche di Monza
in piazza per il popolo ucraino

Nella mattinata di lunedì 7 marzo le scuole cattoliche di Monza si sono ritrovate in piazza Trento Trieste, nel centro della città, per svolgere un atto simbolico e di preghiera per il popolo ucraino.  

«I gesti simbolici forse non cambiano la realtà delle cose, ma ci aiutano a fare memoria, ci aiutano a stare vicini con il pensiero spiritualmente a tutte le persone che soffrono… Quello che noi facciamo è solo una goccia nell’oceano, ma se non lo facessimo, l’oceano avrebbe una goccia in meno», sono state le parole di uno degli organizzatori, che hanno catalizzato l’attenzione di tutti i partecipanti, a ribadire il vero motivo della marcia.  

Dopo aver ascoltato le parole del sindaco di Monza, che esponeva il pensiero comune sull’assurdità di una guerra che ormai da due settimane si è presentata alle porte dell’Europa, alcuni studenti dell’Istituto Leone Dehon hanno letto delle lettere scritte da loro. Una su tutte ha attirato l’interesse di tanti, facendo capire a tutti l’estrema vicinanza con la guerra, che fino a poco tempo fa era un pensiero lontano e inimmaginabile: «Chi di noi non ha pensato a un conoscente, a un amico, a persone che hanno un collegamento stretto con i paesi in conflitto?». 

A conclusione del gesto, un docente del Collegio Bianconi ha letto a tutti la testimonianza di Francesca, una giovane ragazza italiana, con due bambini, sposata con un uomo ucraino, che normalmente vive a Kiev; la donna raccontava anche di un’amica: poco prima dei primi bombardamenti sulla città aveva subito un grave incidente, che l’aveva costretta a stare in ospedale, nella capitale ucraina, anche dopo l’attacco dei russi. Qui, a causa della poca assistenza dei medici, oramai nascosti nei rifugi antibomba, lei è morta.  

Da questa significativa esperienza, a noi tutti studenti è sorto una domanda: perché nel mondo c’è ancora gente che, pur di avere ciò che desidera a fini prevalentemente politici, utilizza il canale della guerra, facendo morire moltissimi cittadini innocenti, nonostante a scuola tutti i professori ci insegnino da anni la storia, affinché nel mondo presente non si commettano gli stessi errori del passato. 

Arianna Fagnani

 

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