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Le Terze Medie protagoniste

“La tregua”, il risultato di un lavoro compiuto in questi mesi in più discipline

È stato un successo lo spettacolo realizzato dalle classi terze della Scuola Secondaria di Primo Grado del Collegio della Guastalla. Martedì sera, 17 dicembre, sono andate esaurite entrambe le repliche di “La tregua”, un testo che racconta della tregua con cui soldati tedeschi, francesi e inglesi celebrarono il Natale del 1914, interrompendo volontariamente gli scontri lungo il fronte occidentale della Prima Guerra Mondiale. Lo spettacolo, organizzato tra letture e poesie, dialoghi e scene di trincea, offre più in generale una riflessione sull’uomo di fronte al male: il dramma dei conflitti, il riconoscimento di una fratellanza, il bisogno di essere uomini.

“La tregua” è il risultato di un lavoro che le due terze medie hanno compiuto in questi mesi in più discipline: oltre alle prove in teatro (due ore alla settimana con due registe professioniste della compagnia “Elsinor”), hanno lavorato in antologia e in poesia leggendo brani di Ungaretti, Lussu e Remarque; in storia hanno seguito il succedersi di avvenimenti che hanno portato all’inizio della Prima Guerra Mondiale, mentre in arte e tecnologia realizzavano elmetti e mantelle da portare poi in scena. In musica hanno preparato alcuni canti che hanno reso lo spettacolo ulteriormente emozionante e piacevole, mentre in inglese si sono soffermati su un percorso relativo all’Inghilterra durante il conflitto del 1914-18, il ruolo delle donne e quello del calcio.

Martedì sera il Teatro del Collegio della Guastalla si è trovato immerso in una trincea. Le scene di guerra, gli spari e le granate. Poi un grido: «Avevo di fronte un uomo!». Sono le parole di un soldato italiano di fronte ad un generale austriaco (ripreso da un famoso passaggio del testo di Emilio Lussu, “Un anno sull’Altipiano”), a rimanere impresse nella memoria del pubblico. E la tregua che inglesi e tedeschi si sono concessi nella notte di Natale, riconoscendosi perfino fratelli, è stata l’occasione per tutti i presenti di sedersi e prendere una tregua dall’affanno, dalla fretta, dalla scontatezza che può a volte impedire di “saper restare uomini”. 

 

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