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Le medie in gita

L’esigenza di bello e di vero trova compimento in alcuni luoghi meravigliosi

 

Nulla rende bello lo studio come vedere coi propri occhi ciò che si assapora sui libri. Nulla affascina come l’arte vista in prima persona, o i segni della storia colti direttamente sul posto, attraverso le gite scolastiche che hanno visto protagoniste le cinque classi della Scuola secondaria di primo grado del Collegio della Gustalla nel mese di maggio. Brescia, Mantova e Siena sono state le mete delle tre comitive.

Venerdì 17 maggio le classi Prime sono partite di buon mattino alla volta di Brescia. Passando tra le piazze principali, le rovine romane, il ricchissimo museo Santa Giulia e il suggestivo Castello, professori e studenti hanno potuto ammirare la bellezza di una storia complessa, segnata da dominazioni straniere e incontri di civiltà. In ogni luogo della città i ragazzi si sono messi in gioco in prima persona, osservando, giocando o disegnando di ciò che più colpiva loro.

Lo stesso giorno le classi Seconde si sono recate invece a Mantova, per scoprire una città sospesa tra terra e acqua, un’autentica perla. La gita è cominciata con una visita al centro cittadino e alla Basilica di Sant’Andrea, là dove è conservata la reliquia del Sangue di Cristo, attorno alla quale fiorì la città in epoca medievale. Le due classi hanno poi preso un battello per ammirare Mantova dalle acque dei tre laghi del Mincio che la bagnano. Dopo pranzo, ecco finalmente la visita al Palazzo Ducale: gli studenti sono rimasti a bocca aperta di fronte alle numerose opere che abbelliscono sale e corridoi. 

La Terza invece si è recata per tre giorni (2-3-4 maggio) a visitare Siena, una città dalla cui storia medievale emerge il concetto di bene comune anzitutto come bene di ogni individuo. Le tappe principali della gita sono stati l’Ospedale di Santa Maria della Scala, nato dall’iniziativa di un semplice ciabattino che ha deciso di dedicare la sua vita alla cura dei malati, il Museo Civico con l’affresco del Buon Governo di Ambrogio Lorenzetti e l’appassionante Museo della Contrada della Civetta: “La contrada non è tifo, ma è appartenenza”, ha stupito tutti la guida.

In ogni uscita non sono mancati momenti di gioco e di condivisione.

 

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