03
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Via Crucis
Collegio della Guastalla
La Via Crucis della scuola secondaria di I grado è sempre un momento significativo. Quest’anno la pioggia battente non ha permesso di svolgere questo gesto nel parco della scuola, come accadeva negli anni passati, eppure, anche solo seduti nella cappella della scuola, i ragazzi e le ragazze hanno potuto vivere in prima persona il momento di attesa della Pasqua, mercoledì 27 novembre, accompagnati dal prorettore don Marcello Brambilla.
A dettare i passi del cammino un libretto con le letture del Vangelo della Passione di Cristo, commentato dai ragazzi stessi. Un modo per aiutarli a cogliere ancor più da vicino il senso di ciò che viene ricordato e rivissuto nella Via Crucis, che interpella ogni persona. «Quegli uomini lo hanno arrestato perché non volevano che fosse lui il Messia - scrivono i ragazzi di IB spiegando la condanna a morte di Gesù -. È evidente che erano coscienti che Gesù era il Cristo, ma non hanno accettato la sua rivelazione, la sua risposta: “tu lo dici io lo sono“. Questo brano ci fa intristire perché capiamo che anche se fossimo stati lì noi non avremmo potuto fare nulla. Di fronte a quegli uomini che sputano in faccia a Gesù, lo picchiano e lo prendono in giro, proviamo rabbia e tristezza. È tutta un’ingiustizia. D’altra parte, che ammirazione per Gesù! Lui con coraggio, quasi impassibile, subisce tutto questo perdonando quegli uomini».
Così scrive, poi, la IIA nel commentare il brano del Vangelo dedicato a Pilato: «Lui ha agito come avrebbero fatto tutti. Ha fatto una cosa che probabilmente avremmo fatto anche noi: per non avere guai ha messo nei guai un altro. Sì, probabilmente anche noi ci saremmo lavati le mani. Del resto, così va il mondo: da sempre i potenti sacrificano gli uomini comuni per i loro progetti. È una cosa che si sa, ma lascia l’amaro in bocca. Se però guardiamo bene la vicenda, c’è una frase che ci colpisce all’interno di questo passo del Vangelo: “Ecco l’uomo“. Gesù si sacrifica e ci salva, salva l’uomo, salva tutti noi, proprio noi che lo avremmo abbandonato allo stesso modo. Gesù ha preferito salvare noi e non se stesso. Ha salvato persino Pilato e si è sacrificato anche per lui. Questo non lascia l’amaro in bocca, ma ci dà molta speranza».
«Chissà cosa avrà provato Maria sotto la croce: una tristezza indescrivibile, un grandissimo dolore provocato da un infinito amore - è il commento della IIB al dolore della Madonna sotto al croce -. Avrebbe voluto assorbire un po’ del dolore di Gesù, sostenerlo, abbracciarlo, stagli vicino, e invece può solo piangere tutte le sue lacrime. Chissà, forse si è quasi pentita del suo “sì”, forse si è rivolta a Dio amareggiata con una domanda insistente chiedendogli perché non intervenisse… In fondo quello era suo Figlio. Lei lo sapeva, ma non accadeva niente… Lui non interveniva…
Tuttavia, ciò che ha cambiato tutto è stata quella frase: “Donna, ecco tuo figlio“. Si è trovata di fronte ad un ulteriore compito a cui dire di sì, ad un’altra responsabilità da accettare. Gli uomini, tutti gli uomini, ora sono suoi figli. Maria ha visto che Gesù li perdonava e così ha iniziato a perdonare anche lei. Ha compreso il disegno del Padre, incredibile: salvare gli uomini dalla morte attraverso la morte. E ha ripreso a dire di sì».