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Il presepe vivente

In cammino dietro la cometa

C’erano almeno 500 persone sabato 14 dicembre al Presepe Vivente che ha attraversato le vie di San Fruttuoso, un cordone di persone che ha preso il via dall’oratorio di via della Novella per raggiungere il piazzale del Collegio della Guastalla. L’iniziativa, che ha unito scuole, associazioni dell’oratorio, ha visto in cabina di regia proprio il Collegio, assieme a la Parrocchia di San Fruttuoso, l’Istituto Comprensivo San Fruttuoso, la Scuola dell’Infanzia Sacra Famiglia, l’Associazione Culturale San Fruttuoso e l’Associazione Commercianti della zona.

Famiglie, bambini, insegnanti: tutti si sono messi in cammino dietro alla stella cometa in un breve percorso attraverso le strade del rione che simbolicamente rappresenta l’attesa che ognuno vive per l’arrivo del Natale e di ciò che esso porta. Dai balconi, non poche le persone che si sono affacciate, attratte dal vociare dei bambini o dal suono delle zampogne. Le prime scene dell’annunciazione e della visitazione hanno preso vita presso l’oratorio, impegnando ragazzi della parrocchia e studenti delle scuole elementari e medie. I pastori si sono aggregati al gruppo all’altezza della rotonda tra via Tanaro e via Marelli, quindi alla Scuola dell’Infanzia Sacra Famiglia si è tenuta la scena della Stella Cometa, mentre alla Scuola Alfieri Re Erode incontrava i Re Magi. Bellissimi i canti natalizi che hanno scaldato il cuore del corteo sul piazzale della chiesa parrocchiale, e infine l’arrivo sul viale del Collegio della Guastalla: qui si sono aggregati decine di bambini, chi vestito da pastore e chi da angioletto, per portare il proprio saluto a Gesù Bambino, Giuseppe e Maria, impersonificati da una famiglia presente sul piazzale. 

La rappresentazione sacra si è chiusa con alcuni canti natalizi, interpretati prima dai bambini della Scuola dell’Infanzia, poi dagli studenti della Scuola Primaria e Secondaria di primo grado. Era presente anche il vicario episcopale Monsignor Luciano Angaroni: «Abbiamo iniziato il nostro cammino leggendo alcune parole della lettera scritta da Papa Francesco sul presepe», sono state le parole del vicario, che ha ripreso il testo scritto dal Pontefice poche settimane fa dedicato proprio al presepe. «Se il Papa ha scelto di scrivere quella lettera è perché, forse, si è perso il significato di questo gesto. Qui, invece, c’è una considerazione viva di che cosa sia il presepe. Ringrazio il Guastalla e tutti gli organizzatori per aver realizzato questo momento, che esprime qualcosa di vivo. Non accontentiamoci, ora, ma aspettiamo in questi giorni di essere abbracciati dalla tenerezza di questo bambino che viene». 

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