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07

mag

lun

 

Ci sono giorni in cui il cielo sembra più azzurro, il sole dà l’impressione di splendere più intensamente, e anche il caffè pare più buono. Perché ci sono cose che vanno raccontate e condivise. Perché il ruolo educativo svolto dalla nostra scuola è stato compreso e apprezzato. Riportiamo la lettera di una famiglia di un’alunna di 3B della Scuola secondaria di primo grado.

 

Domenica corso di sci, il lunedì successivo interrogazione scritta di inglese. La sera della domenica arriva la febbre, e sale fino a 39.4. Alle 6.30 del lunedì la situazione non è di molto cambiata: febbre a 39 con tosse e mal di testa. Paula non vuole sentire ragioni: "Non posso non andare a scuola".  A questo punto si tratta di accertare se questa ostinazione derivi dalla sua buona volontà o dal timore che la Prof. di inglese mal interpreti la sua assenza, considerandola una scelta “tattica” per evitare l'interrogazione scritta.  Rassicuriamo nostra figlia: se è quest’ultima la sua reale preoccupazione, avremmo parlato con la professoressa. In fondo, avrebbe potuto svolgere la verifica al suo rientro. La reazione di Paula è stata dura: " No, perché non andando a scuola ci perdo troppo io".

Stringiamo un patto: avremmo portato Paula a scuola a metà mattina, solo per le due ore di verifica di inglese. E abbiamo dovuto insistere davvero molto per riportarla a casa, mentre il febbrone saliva impietosamente. Il giorno dopo stessa scena ma, stante la mancanza di verifiche… soggiorno obbligato fra le mura domestiche per riprendersi!

Se nostra figlia tiene cosi tanto alla scuola significa che il Guastalla è un posto davvero imperdibile.

Fam. Bignami

 

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