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Anna Frank, una nuova
compagna di classe

Terza media, uno spettacolo corale
andato in scena presso il Teatro del Collegio

“12 marzo 1944

Cara Kitty, c'è un bel sole, il cielo è sereno, spira un vento delizioso, e io ho desiderio... di tutto. Desiderio di chiacchiere, di libertà, di amici, di esser sola. Sono inquieta, vado da una camera all'altra, respiro l'aria dalla fessura di una finestra chiusa, sento che il mio cuore batte, come se dicesse: Soddisfa finalmente i miei desideri!” 

A gennaio i ragazzi di terza media del Collegio della Guastalla hanno iniziato l’esperienza del laboratorio teatrale, che li ha portati a mettere in scena, il 29 marzo, uno spettacolo dal titolo “Il Diario di Anna Frank”. 

Il lavoro è iniziato in classe, a partire dalla lettura antologica di alcuni brani dal celebre diario: prendendo spunto da alcune osservazioni di Anna, cercando di rispondere ad alcune sue domande, i ragazzi si sono da subito immedesimati in questa loro coetanea, così lontana nel tempo ma così vicina a loro per sentimenti, sensazioni, modi di essere, desideri. Sono stati proprio loro a scegliere alcune scene descritte nel diario che li avevano particolarmente colpiti, e a iniziare a metterle in scena nelle prime lezioni del corso. Durante il lavoro di lettura, interpretazione e messa in scena del testo sono stati aiutati e seguiti dall’attrice e regista Giuditta Mingucci, che ha da subito fatto far loro una grande esperienza di immedesimazione nella situazione di Anna e degli altri abitanti l’alloggio segreto. Anna è stata per loro, così, come una nuova compagna di classe, con cui hanno condiviso la paura per le incursioni dei ladri o di essere scoperti dalle SS, la rabbia e il fastidio per le discussioni con i suoi genitori e i suoi coinquilini, la gioia e il divertimento in quei momenti di spensieratezza e serenità che riescono a caratterizzare l’essere umano anche nelle circostanze di maggiore difficoltà. Il risultato è stato, come a dire che l’esperienza del dolore è universale, così come lo è il “desiderio di tutto” di ciascuno di loro - e di noi.

Rebecca Borsella

 

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