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20

feb

ven

Che cos'è l'uomo
perché te ne ricordi?

La mostra dal 2 all'8 marzo
al Collegio della Guastalla 

Dal 2 all'8 marzo il Collegio della Guastalla ospiterà, nell'Orangerie - Spazio Culturale Luigi Amicone, la mostra "Che cos'è l'uomo perché te ne ricordi?", dedicata alla vita e agli studi di Jérôme Lejeune, medico francese considerato il fondatore della genetica clinica e primo a collegare la sindrome di Down a un'anomalia cromosomica. L'iniziativa è promossa dall'Associazione Genitori del Collegio della Guastalla, che negli ultimi anni ha già realizzato altre esposizioni in collaborazione con la scuola.

Per approfondire la figura e l'eredità scientifica di Lejeune, il 3 marzo il Collegio accoglierà il professor Luigi Strippoli, docente di genetica e genomica all'Università di Bologna, che da anni prosegue e sviluppa la linea di ricerca avviata dal medico francese. Alle 19.30 è previsto un aperitivo a buffet aperto a tutti, con raccolta a sostegno delle sue attività scientifiche. A seguire, dalle 21, nel teatro della scuola, il professor Strippoli terrà un incontro pubblico per presentare il suo studio sistematico sulla sindrome di Down, volto a individuare nuove possibilità di cura per la disabilità intellettiva associata alla trisomia 21.

La mostra sarà visitabile:

da lunedì al venerdì dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 18

sabato e domenica dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18

Per prenotare una visita o un posto al buffet del 3 marzo (obbligatorio) è possibile scrivere a: incontri.genitoriguastalla@gmail.com.

L'esposizione si inserisce in un più ampio percorso di riflessione sulla natura umana e sul ruolo della genetica. Se da un lato questa disciplina apre oggi a possibilità straordinarie, dall'altro ripropone con forza un interrogativo decisivo: conoscere per curare o per selezionare? Le più recenti acquisizioni della biologia evoluzionista mostrano quanto sia riduttivo pensare ai viventi - e in particolare all'uomo - come esseri determinati unicamente dai geni. È in questo contesto che riemerge l'intuizione, cara a Lejeune, secondo cui ogni persona è "unica" e "insostituibile", e proprio per questo va guardata e accompagnata con rispetto e cura.

 

 

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