30
gen
ven
Auschwitz, l'ultima parola
l'ha avuta l'amore
La Giornata della Memoria
con gli studenti della V LS e V LSSA
In occasione della Giornata della Memoria noi studenti della VLS e VLSSA, seguiti dal professor Stefano Giorgi, docente di storia e filosofia, abbiamo deciso di dedicare un momento perché questo giorno non passi inosservato preparando una presentazione nella speranza di dare spunti di riflessione ai nostri amici delle altre classi del liceo.
«Il senso della memoria di un evento come quello della Shoah non è tanto l'utopia del "non accadrà più" ma di educarci di fronte a fatti come questo a non girare la faccia dall'altra parte"- (Antonia Arslan). Questo il punto di partenza del lavoro, che non voleva essere una cronaca di un passato lontano, ma un momento di contatto che facesse capire di più la vita stessa dentro la quale si è immersi ogni giorno: la quotidianità. L'indifferenza ha lasciato che tutto questo - la Shoah - accadesse; ecco, allora, la provocazione che ha rilanciato me in prima persona, e ha fatto sì che potessi interrogarmi davanti a quello che mi accade tutti i giorni, andando a scuola, durante le ore di lezione, che sono il momento cruciale in cui la vita chiede di non essere inetti, ma protagonisti.
In questo percorso di scoperta ci hanno accompagnato tre personaggi: San Massimiliano Kolbe, Edith Eva Eger e Victor Frankl. Ciò che li accomuna, non è stato tanto un destino doloroso, che li ha portati a vivere e, nel caso più estremo, a morire nei lager, ma ciò che sorprende di più è la loro apertura alla vita: all'interno della «più vigilata fortezza della inumanità» (Maurizio Maggiani) loro si sono scoperti umani: «Auschwitz non ha avuto l'ultima parola, l'ha avuta l'amore» (S.Massimiliano Kolbe).
Quello che questi testimoni hanno fatto scoprire a me e a noi, è stato proprio questo: ciò che rende umani è l'amore e, dunque, questo evento che sembra tanto lontano, in realtà riguarda tutti, parla di una scelta che si ha davanti ogni giorno. «Ci siamo trovati a conoscere l'uomo per ciò che realmente è. Dopotutto, l'uomo è quell'essere che ha inventato le camere a gas di Auschwitz; tuttavia, è anche colui che è entrato in quelle camere a gas con le preghiere del Signore o lo Shemà Israel sulle sue labbra». (Victor Frankl).Si è chiamati a una scelta, ogni secondo, ogni attimo e quell'odio che ha generato tutto quel dolore che viene ricordato nella sua tragicità è il giudizio verso il prossimo che ci si porta dentro nella quotidianità delle giornate. Ma c'è un'alternativa: l'amore, che non è altro che apertura all'altro, apertura al tutto, come il taglio che Fontana lascia aperto nella sua Via Crucis, come l'infinito di cui parla Leopardi. Abbiamo dunque voluto regalare e regalarci questa inquietudine, che possa aiutare a domandarsi sempre, senza avere paura della profondità che abita il cuore.
«All'uomo si puó togliere tutto, tranne una cosa: l'ultima delle libertà umane, quella di scegliere il proprio atteggiamento di fronte alle circostanze, di scegliere la propria vita». (Victor Frankl).
Martina Pagnin, studentessa V Liceo Scientifico